Clusone cosa vedere: fra arte, religione e cultura

Piazza dell’Orologio, Clusone
Credits Photo: i3sbox

 

Clusone, nel cuore della Valle Seriana, è una piccola galleria d’arte a cielo aperto: passeggiando per le sue strette stradine possiamo ancora oggi ammirare pezzi di affreschi risalenti al Medioevo e logge rinascimentali.
Per scoprire la vera anima di Clusone, l’ideale è girovagare senza meta: inaspettatamente, troveremo davanti ai nostri occhi una delle opere che l’hanno resa celebre anche al di fuori dei confini orobici e non potremo che ammirarne lo splendore.
Idealmente, la struttura urbana di Clusone può essere divisa in tre strati: il più basso è composto dall’area commerciale, in passato nei pressi delle mura (ora distrutte). Le costruzioni sono prevalentemente botteghe e edifici che si ergono attorno a cortili (a testimonianza di una vocazione agricola-rurale della città). Qui possiamo trovare la chiesa di Sant’Anna e di San Defendente; il palazzo Marinoni Barca che ospita il MAT (Museo Arte Tempo).
Salendo troviamo l’insieme degli edifici a destinazione istituzionale (il Palazzo comunale e la Torre dell’Orologio); in posizione sopraelevata l’area religiosa della città con la Basilica di Santa Maria Assunta e l’Oratorio dei Disciplini.

CLUSONE COSA VEDERE:CHIESA DI SANT’ANNA

Situata nell’omonima piazzetta, la chiesa è stata costruita nel XV secolo, ristrutturata nel XVII.
È stata convento delle Clarisse e delle Terziarie francescane fino al 1810 (anno della chiusura del convento).
In facciata, ci sono affreschi del XV-XVI secolo; le tele interne sono del XVII-XIX secolo.

PALAZZO COMUNALE DI CLUSONE

Il palazzo comunale si trova in Piazza dell’Orologio, la principale della città: oggi (come è facile intuire) ospita gli uffici del Comune e, inoltre, rappresenta una bella e ricca testimonianza del passato della città.
Costruito nel XII secolo, dal 1428 ospitò la sede del Podestà; nel XV e XIX secolo subì vari rifacimenti, fra cui i fini affreschi che ancora oggi possiamo ammirare sulla facciata meridionale (quella vicino alla Torre dell’Orologio), risalenti ai secoli dal XV al XVIII secolo, di carattere araldico – celebrativo. Le arcate della facciata meridionale risalgono all’XI secolo.
La facciata meridionale e quella settentrionale sono le due ali principali, a tre piani; quella est e ovest le collegano, formando un piccolo cortile interno, a cui si accede tramite l’ingresso di via Brasi (quello secondario) e tramite il portone cinquecentesco in pietra, sormontato da una loggia affrescata, aperta su entrambi i lati, che da’ su Piazza Sant’Andrea.
Accanto al portone principale d’ingresso possiamo trovare l’urna per le “denonce secrete”: Clusone è stata soggetta al dominio della Serenissima (all’interno del cortile troviamo una lastra marmorea che ricorda la dominazione veneta) e qui, come in gran parte dei territori, c’erano delle buche per le denunce anonime alle Autorità. Quella nei pressi del portone principale del palazzo comunale di Clusone riguarda la violazione delle norme sulla sanità.

Palazzo Comunale, bocca per le denunce segrete. Credits Photo i3sbox

TORRE DELL’OROLOGIO A CLUSONE

In piazza dell’orologio, collegata alla facciata meridionale del palazzo comunale, troviamo la Torre dell’orologio, con il bellissimo Orologio Planetario del Fanzago (anno 1583), incastonato nella preesistente torre dell’XI secolo (con molta probabilità, anno 1008).
Nei tempi medioevali, la Torre svolgeva un ruolo militare e difensivo, complementare a quello governativo del vicino Palazzo Comunale, eretti nello stesso periodo.
Il pian terreno (oggi sede della Pro Loco di Clusone), ai tempi, era occupato dall’armeria e dal corpo di guardia (si entrava dal lato est, sotto i portici). Nel 1119, venne installata una campana con funzioni di richiamo della popolazione in caso di calamità, di convocazione dell’arengo… Nel XV secolo il Palazzo e la Torre vennero collegati, così come possiamo ammirarli oggi.
Nel XVI secolo inizia la storia dell’Orologio: il clusonese Pietro Fanzago (matematico, ingegnere idraulico e orologiaio insieme) scrisse della possibilità di dotare la Torre con una razza (un orologio da torre), l’orologio divenne realtà nel 1583 e, oltre all’orologio, la torre venne finemente affrescata. A quanto risulta, l’orologio del Fanzago non fu il primo della Torre, ma sostituì uno precedente, ormai rovinato.

Iscrizione sulla Torre dell’Orologio.
Credits Photo i3sbox

Il risultato è davvero mirabile: come possiamo leggere sulla facciata (“Sydera vix alij obscura ratione moverifanzagus, luminibusque probat 1583” cioè “Ho messo in opera tutta la conoscenza acquisita dagli astronomi nei loro studi”) il Fanzago stesso era consapevole di aver realizzato un capolavoro di meccanica e precisione.
Dei lavori di rafforzamento della struttura rovinarono gli affreschi esistenti e imposero una riduzione dell’altezza della torre per alleggerirne il carico.
Recentemente restaurato (nel 2006), l’orologio si compone di un’unica lancetta che segna mese, giorno e ora, segni dello zodiaco, durata delle ore di dì e di notte. Il disco esterno (quello delle ore) ha diametro 3,5 metri ed è l’unico fisso.
Ancora oggi, l’orologio viene giornalmente caricato a mano.

BASILICA DI SANTA MARIA ASSUNTA A CLUSONE

L’imponente Basilica si erge in posizione dominante sull’abitato: lunga più di 50 metri, larga 18 e alta più di 20, è possibile vederne l’alto campanile (66 metri) in tutta la vallata.
A quanto pare, il sito cattolico principale di Clusone è sorto laddove in età romana c’era un tempio dedicato alla dea Diana; la costruzione della basilica avvenne nel XVII secolo e nel 1711 venne consacrata, elevata sin da subito a basilica minore.
All’ampio sagrato della Basilica, delimitato da una balaustra e dalle statue marmoree degli evangelisti, si accede da via Brasi tramite tre scalinate (la prima a sinistra ha un andamento curvilineo).
La parte destra della basilica è caratterizzata da un lungo porticato, con volte a crociera, con cinque campate centrali e due avancorpi (all’inizio e alla fine del portico).
L’interno è composto da un’unica grande navata che termine in un’abside semicircolare. Lateralmente si aprono otto cappelle, delimitate da colonne corinzie, alte 8,3 metri l’una.
Le opere presenti sono a firma (fra gli altri) di Andrea Fantoni, Cesare Zonca, Domenico Carpinoni e Antonio Cifrondi.
La Basilica ospita anche l’organo a canne del 1960 (restaurato negli anni Novanta) dei Fratelli Ruffatti.

L’ORATORIO DEI DISCIPLINI A CLUSONE

Di fronte al portone d’ingresso della Basilica, si trova l’Oratorio dei Disciplini, una costruzione risalente al XV secolo, molto famosa per l’affresco del ciclo “Trionfo della Morte” e la danza macabra.
L’oratorio, nel XV secolo, venne dedicato a San Bernardino da Siena.
I Disciplini erano un movimento laico, nato nel XII secolo in Valle Camonica e giunto all’apice della diffusione fra il 1400 e il 1800; si distinguevano per indossare un saio di lana di color naturale, con un cordone al cui estremo vi era un teschio. Fra i loro compiti vi erano le recite di orazioni per i morti.
A Clusone, i disciplini furono attivi dal 1300 e ebbero largo seguito, tanto da costruire un luogo per le loro riunioni, appunto l’oratorio dei Disciplini, nei pressi del quale in seguito venne eretta la Basilica di Santa Maria Assunta.
Nel 1485 un pittore locale, Giacomo Borlone de Buschis, affrescò le pareti e l’inquietante risultato è ancora sotto i nostri occhi: il Trionfo della morte e la danza macabra.
Cicli come questo erano in voga ai tempi, complice anche la vicinanza con la morte per le continue pestilenze, le guerre e la penuria di cibo: a Clusone l’affresco aveva forma pentagonale, la cui estremità inferiore (oggi persa) era occupata probabilmente dalle scene del Giudizio universale. Rovinato nei secoli per via di una ristrutturazione esterna, quel che rimane dell’affresco è idealmente diviso in tre parti:
– al centro vi è il Trionfo della morte: la Morte viene rappresentata come una regina che sovrasta le spoglie mortali di papi e re, circondati da rospi, serpenti e scorpioni (simboli di superbia e morte improvvisa); ai suoi piedi, re, nobili e papi le offrono ingenti ricchezze che la Morte rifiuta, consapevole del suo trionfo su tutti (su un cartiglio si legge “no è omo così forte che da mi po’ “schampare”). Anzi, insieme a altri due scheletri, miete senza pietà vittime; tuttavia, non bisogna temere: chi pratica la penitenza, con la Morte avrà una nuova vita (“O ti serve a Dio del bon core non avire pagura a questo ballo venire. Ma alegremente vene e non temire”), mentre pianti e stridor di denti saranno riservati a chi offende Dio (“Ognia omo more e questo mondo lassa – chi ofende a Dio amaramente passa”);
– sulla sinistra l’episodio dei tre vivi e dei tre morti: si tratta di una rappresentazione diffusa in età medioevale che vede l’incontro fra tre cavalieri e tre morti, questi ultimi ammoniscono i cavalieri dicendo “Ciò che sarete voi, noi siamo adesso. Chi si scorda di noi, scorda se stesso”;
– in basso la danza macabra (oggi parte conclusiva dello stesso e in passato di divisione dell’affresco): personaggi di estrazione sociale inferiore a quello della fascia superiore camminano pensierosi; mercanti, giovani e donne sono ciascuno di loro a braccetto con il loro scheletro.
Sulla destra, c’è il portico, aggiunto nel XVII secolo.
All’interno, sulla navata 42 affreschi riproducono la vita di Cristo (XV secolo), sempre ad opera di Giacomo Borlone.
Fra l’Oratorio e la Basilica vi è il Museo della Basilica, inaugurato nel 2011, che ospita anche mostre temporanee. Aperto nei festivi è ad ingresso gratuito.

Il Trionfo della morte e la danza macabra all’Oratorio dei Disciplini, Clusone (Bergamo)
Credits Photo: i3sbox

CLUSONE

Provincia di Bergamo (distanza 34 km)
Altitudine 647 m s.l.m.
Abitanti 8700 circa
Festività San Giovanni Battista (24 giugno) e Santa Maria Assunta (15 agosto)


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