Da Peschiera a Mantova in bici

Da Peschiera a Mantova in bici Una volta tanto vogliamo sgranchire non solo le gambe, ma anche le ruote della nostra bicicletta e della nostra auto… ecco un itinerario perfetto: l’autostrada verde che ci permette di andare da Peschiera a Mantova in bici su un percorso completamente protetto.

Da Peschiera a Mantova in bici: il percorso

Provenendo da Bergamo, la direzione nord-sud è quella più invitante: prendiamo l’autostrada in direzione Venezia usciti a Pesciera seguiamo le indicazioni per il centro e imbocchiamo Via Valeggio continuiamo fino ad arrivare alla rotonda e prendendo la seconda uscita . Seguiamo la strada tenendo la sinistra ed passiamo accanto a Porta Verona, qui seguiamo Via Cordigero fino ad arrivare ad un’altra rotatoria e anche in questo caso prendiamo la seconda uscita che ci immette in un parcheggio a pagamento noi continuiamo seguendo le indicazione del centro sportivo sull’omonima via.
Continuiamo longo la via fino ad arrivare nei pressi del centro sportivo qui troviamo un parcheggio molto ambio e gratuito.

Lungo Via centro sportivo troviamo l’inizio della ciclabile.

L’itinerario è adatto a grandi e piccini: consigliato anche a famiglie, l’itinerario è lungo circa 43 km: i più intraprendenti possono decidere di percorrerli tutti insieme in una sola volta(86 km complessivi) oppure di dividere l’esperienza in due parti da 40 km totali, andata e ritorno. In questo caso facciamo da Peschiera a Pozzolo e da Mantova a Pozzolo il secondo tratto per la comodità di raggiungimento della città dei Gonzaga rispetto a Pozzolo. A Mantova possiamo lasciare l’auto o lungo la SS62 in uno dei numerosi parcheggi a pagamento oppure prima del ponte sulla sinistra in uno dei parcheggi liberi, un po’ fuori dalla città ma comunque raggiungibile con molta facilità tramite la pista ciclabile ce costeggia la strada da qui proseguiamo in direzzione della stazione per imboccare “a rovescio” la ciclabile.

Iniziamo dunque i 43 km di percorso della Pista ciclabile del Mincio percorrendo l’unico tratto sterrato di questa prima parte che ci fa rapidamente scendere a livello del Mincio. Riteniamo utile procedere con molta prudenza, soprattutto se avete bambini in questo tratto dal fondo dissestato e “a bordo” fiume.
Dopo poco, superati i viadotti della ferrovia e stradali, eccoci procedere su strada asfaltata (come sarà tutta la ciclabile), sulla riva destra del Mincio, l’alzaia, intervallata da filari di pioppi e vegetazione fluviale: se riuscite ad arrivare di prima mattina, godetevi il silenzio intervallato dai pochissimi rumori dei pescatori intenti a preparare le loro lenze…

All’altezza del ponte-diga di Salionze la ciclabile passa sul lato sinistro del Mincio e ci porta dritti dritti fino a Monzambano dove, per chi vuole, c’è la prima proposta di visita “extra”: la ciclabile collega direttamente Peschiera con Mantova, suggerendo itinerari turistici visitabili nelle vicinanze. Una vera e propria autostrada dove, chi desidera, può lasciarsi affascinare da mete non previste nel proprio viaggio o prenderne nota per la prossima volta…

Fra Monzambano e Borghetto c’è un punto ristoro (i prossimi sono a Borghetto stesso e, infine, a Pozzolo); la strada da seguire è sempre segnalata molto bene, così come i pochi incroci con la sede stradale.

Il percorso è ombreggiato, perfetto per pedalare senza troppa fatica, con piccoli sali scendi alla portata di tutti e alterna immersioni in vegetazione più fitta a rettilinei lungo i campi agricoli con scorci di borghi in lontananza.

Sulla nostra destra sempre il Mincio, placido, ci fa compagnia e ci testimonia un’altra bella pagina di natura e storia della nostra Italia.
Eh sì, perché aperta nel 2006, la ciclabile del Mincio ripercorre uno dei lati del famoso quadrilatero fortificato che gli austriaci realizzarono nella prima metà del 1800!

Arrivati a Pozzolo, sulla riva destra del Mincio, ecco un’area ristoro con possibilità di deviazione per Volta Mantovana, un sito che promette bene… chissà che non ci torneremo.

Procediamo verso Mantova (mancano 23 km) passando Pozzolo, prestando attenzione all’incrocio pericoloso che si trova in cima a un leggero dislivello.

Superato l’incrocio, inizia un lungo tratto di strada, con alla destra il canale, largo abbastanza che, fra lievi saliscendi e incroci meno pericolosi di quello che ci siamo lasciati alle spalle ci porta a toccare tangenzialmente Marengo, Marmirolo e infine Soave.

Qui, a Soave, il tracciato ci porta alla sinistra dello scolmatore: arrivati all’intersezione con una strada, giriamo a destra e poi a sinistra, procedendo spediti fino a Mantova: gli ultimi tratti della ciclabile sono molto belli, passando fra campi agricoli, piccoli boschetti e portandoci dolcemente alle rive del Lago Superiore, con un bel passaggio fra ponticelli e ninfee.
La ciclabile si conclude alla stazione ferroviaria di Mantova.
Poco prima, la deviazione per il lungolago Gonzaga, con fondo dissestato, ma meritevole per la vista sul Lago che circonda la città, scrigno di un tesoro bellissimo

Alla prossima

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