Piani di Artavaggio winter edition

Piani di Artavaggio

Immersi nella natura e ai piedi di una “piramide”, il monte Sodadura, situato a cavallo tra la Val Taleggio e la Val Sassina, la meta di oggi sono i piani di Artavaggio. I piani di Artavaggio d’inverno meritano, senza dubbio, per quella soffice bianca coltre di neve che li ricopre, anche a fine di febbraio quando, un pelo prima della zona rossa, abbiamo effettuato questa bella escursione.

Piani di Artavaggio come arrivare

Raggiungiamo la Val Taleggio, risalendo la Val Brembana fino a San Giovani Bianco e qui imbocchiamo la Sp25 in direzione Vedeseta. Una volta arrivati nel comune della Val Talaggio non manca tanto, ancora alcuni chilometri ed eccoci arrivati a destinazione.

Il sentiero inizia nel piccolo comune di Avolasio.

Una volta posteggiata la macchina in uno dei, a dire il vero, pochi parcheggi disponibili (conviene non arrivare troppo tardi), si imbocca il sentiero 151.

Il primo tratto del sentiero è costituito da una strada sterrata con una pendenza costante non troppo impegnativa. Arrivati ad un bivio prendiamo il sentiero sulla destra indicato dal segnavia 151 Piani di Artavaggio, che ci porta rapidamente in quota.

In fine febbraio, il sentiero era ancora coperto da uno strato spesso di neve, quindi definire in maniera precisa il percorso sarà un po’ difficile, ma comunque ci proviamo.

Superate alcune baite in località Prato Giugno, teniamo la sinistra dove il sentiero è più battuto e ci porta sul culmine di una collina, da qui proseguiamo verso un piccolo boschetto.

Usciti ci ritroviamo su uno strettissimo sentiero nel quale ci passa a malapena una persona alla volta e dove, per darvi un’idea di massima, appena fuori della pista battuta la neve arriva fino quasi al ginocchio.

Prestando sempre la massima attenzione proseguiamo fino ad arrivare in località Sella a circa 1350 m.s.l.m.

Ancora qualche sforzo ed ecco che la fatica inizia a essere ripagata dalla meravigliosa vista di un paesaggio fiabesco reso forse ancora più spettacolare dal candore della neve; ma non indugiamo: siamo più o meno a metà del nostro itinerario che ci porterà ai Piani di Artavaggio della durata di circa due ore e mezza.

Continuiamo affrontando una salita abbastanza impegnativa che ci porta all’interno di un incantevole bosco dove il sentiero è più ampio e molto ben battuto; giunti ad un bivio prendiamo il sentiero a sinistra che con vari sali e scendi in porta fino all’ingresso dei Piani di Artavaggio.

Sulla sinistra dove normalmente si trova un piccolo stagno oggi troviamo una lastra di ghiaccio dove alcuni temerari cercano l’attraversata. Non manca molto davanti a noi si apre un’immensa vallata capeggiata della piramide lombarda il monte Sodadura.

Oramai ci siamo quasi, ancora una salitella ed eccoci arrivati ai Piani Artavaggio, per riposarci e scaldarci un po’ ci appoggiamo al rifugio Casari riconoscibile dal suo cangiante color rosso.

Ristorati nel corpo e riempiti gli occhi di tanta natura riprendiamo il sentiero per il ritorno, prestando ancora più attenzione alla neve visto che con l’aumentare della temperatura cominciava a perdere di consistenza.

Alla prossima uscita….

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