Santuario della Cornabusa a Cepino di Valle Imagna

Santuario della CornabusaUno dei luoghi più caratteristici della nostra provincia è senza dubbio il Santuario della Cornabusa: incastonato all’interno di una grotta, si presenta suggestivo e impressionante per la sua semplicità e, allo stesso tempo, per la sua innata eleganza.

COME RAGGIUNGERE IL SANTUARIO DELLA CORNABUSA

Per arrivare al Santuario della Cornabusa è necessario percorrere la SS470 (la Villa d’amè Dalmine) fino ad arrivare alla rotatoria che a sinistra porta a Almenno San Salvatore e prendere la Sp14, superato il ponte sul Fiume Brembo e percorso il tornante che ci porta verso il centro di Almenno proseguiamo lungo la statale che ci porterà a passare per gli abitati di Strozza e per finire a San Omobono terme, dove lasceremo la Sp14 per giare a sinistra in via Cepino che ci porterà nell’omonima località proseguendo lungo la strada arriveremo dopo alcuni tornanti alla zona di sosta del Santuario.

Arrivare al Santuario della Cornabusa rimane ancora oggi abbastanza impegnativo, certo non come nei secoli scorsi quando le popolazioni locali elessero la grotta come rifugio dalle scorribande di guerra che con frequenza tormentavano la zona.

Fu proprio durante una fuga dai soldati nel corso del XIV secolo che si gettarono le basi per il moderno culto del Santuario della Cornabusa: Guelfi e Ghibellini erano in guerra e molte persone si rifugiarono con successo nella grotta.
Forse fu una dimenticanza, forse fu un ex voto, ma prima di abbandonare la grotta per il cessato allarme una donna lasciò un’effige della Maria Vergine Addolorata.

Secondo la leggenda un anziano del posto, tempo dopo, trovò la statua e si recò diverse volte in adorazione, senza tuttavia rimuovere e neppure parlare con alcuno di quello che aveva trovato nella grotta buca (che, tradotto in dialetto, diventa cornabusa).
Cosa che invece fece una giovinetta che, mentre pasceva le pecore, si addentrò nella grotta e vide la statua: tornò a casa e raccontò tutto ai propri familiari. L’evento straordinario era che la giovane era sorda e muta: subito si gridò al miracolo e venne fatto erigere un santuario in onore alla Madonna dove, in seguito a diversi contrasti, venne infine deposta la statua di Maria.

Dal 1510 si celebra la Santa Messa nella grotta miracolosa che, da allora, è meta di pellegrinaggio di fedeli non solo dalla provincia, ma anche da fuori: prima di accedere alla grotta ci sono diversi parcheggi, mentre per quanto riguarda i comfort ci sono sia panchette che bar e piccoli negozi di souvenir.

Per le sue peculiarità, la grotta – situata a 700 metri sl.m. – non è aperta nei mesi più freddi, ma solo a partire dal Lunedì dell’Angelo; all’interno della grotta ci sono sia l’altare maggiore che diversi altari minori, numerosi ex voto e banchi per fedeli.
Oltre a essere un luogo di ristoro per l’anima, dal Santuario della Cornabusa si gode una spettacolare vista sulle vallate circostanti.

Luogo unico e di raro fascino, il Santuario della Cornabusa è una delle mete migliori per una breve gita fuori porta… alla scoperta di un tesoro a km 0.

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