Santuario Madonna dei Campi

Da Bergamo al Santuario di Stezzano in biciclettaiAl confine fra Stezzano e Bergamo (Grumello del Piano) sorge il Santuario Madonna dei Campi, uno dei più belli e ben conservati luoghi di devozione mariana nella provincia orobica.
Immerso in un parco che invita alla meditazione, il Santuario oggi giorno non appare più – purtoppo – immerso nella realtà agricola e contadina a cui deve il nome: tuttavia, nonostante l’urbanizzazione e il crescente traffico che transita per le vicine strade il Santuario della Madonna dei Campi rimane una meta ben più che meritevole.

Storia del Santuario Madonna dei Campi

Storicamente parlando, infatti, le origini del Santuario risalgono addirittura al XII secolo quando nella zona occidentale di Stezzano venne edificata un’icona in onore della Madre di Dio: immaginiamoci l’icona come punto di preghiera per i numerosi contadini che nel pieno Medioevo si recavano in meditazione e contemplazione all’inizio o alla fine di una dura giornata di lavoro agricolo… e poi immaginiamo quale stupore e scalpore avesse provocato la prima apparizione di cui si ha notizia, avvenuta nel XIII secolo.

Sulla scia di quest’evento straordinario, la popolazione decise di edificare la prima chiesetta che venne chiamata “Madonna dei Campi”: la struttura era orientata da oriente a occidente ed era molto semplice, avendo un solo altare addossato all’adside, un piccolo brespiterio con una volta in muratura e coperto da travi, sormontato da un piccolo campanile.
La devozione popolare crebbe e, a testimoniarla ci restano sia i numerosi dipinti presenti nella chiesa, a firma di diversi autori, che i resti di un’antica strada campestre che venne realizzata per rendere più agevole il raggiungimento al luogo pio.

Questa prima fase della storia del Santuario della Madonna dei Campi è la meno nota, in quanto l’attuale devozione viene collegata a una seconda serie di apparizioni che ancora oggi vengono ricordate e commemorate.
Dopo un periodo di fervida devozione, nel XVI secolo il Santuario venne lentamente abbandonato: anche a Bergamo e in provincia erano arrivati gli echi delle crisi religiosi e la crisi dei valori che il disgregarsi del mondo medioevale aveva portato con se’.
I fedeli iniziarono a frequentare con sempre minore assiduità il Santuario che venne piano piano abbandonato a se’ stesso, fino a quando nel mese di maggio 1586 le cronache ci riportano un evento prodigioso: da un pilastro con l’effige della Vergine con il Bambino, scaturì una grande quantità di acqua che continuò a sgorgare fino a novembre.

Ben più famose, invece, furono le apparizioni della Madonna che avvennero in quel 1586: il 12 luglio Bartolomea Bucanelli, una contadina di 10 anni circa, si trovava con Dorotea Battistoni, anch’ella una contadina di 11 anni circa, a pascere le bestie; stavano pregando nei pressi della chiesa, quando la Madonna, vestita di nero, inginocchiata in mezzo alla chiesa e leggendo un libro, apparve loro e rimase in silenzio.

L’apparizione del 12 luglio è quella più importante (ancora oggi la festa dell’apparizione si tiene il 12 luglio), ma non fu l’unica: nei mesi successivi la Madonna apparve di nuovo ad altre persone e, secondo gli studiosi, queste apparizioni rappresentarono il desiderio, da parte della Vergine, di risvegliare nella popolazione di Stezzano e dintorni quella fede ormai sopita, nonchè il monito a una vita più spirituale e più di preghiera.
Infatti, sebbene sia comunemente noto come Santuario dei Campi, il nome autentico sarebbe Santuario di Nostra Signora della Preghiera di Stezzano e l’effige della Vergine con in braccio il Bambino del XIV secolo (ancora oggi presente dietro l’altare principale del Santuario) venne ritenuta miracolosa e divenne oggetto di grandissima venerazione popolare.

Struttura del Santuario della Madonna dei Campi

 

santuario madonna dei campiLa devozione dei fedeli fu molto generosa e, quindi, fu possibile ampliare la chiesa: la nuova costruzione venne eretta ponendo al centro il pilastro l’immagine della Madonna col Bimbo che venne posta sotto la mensa dell’altare maggiore, che è rivolto a settentrione.
Il Santuario, largo 8,50 metri e lungo 13,50 metri dalla porta meridionale (di ingresso) al presbiterio e m 8,50 dal presbiterio all’estrema parete settentrionale, aveva in origine una sola una navata, mentre nei due fianchi laterali c’erano solo due cappelle (una per parte) con altari di marmo, ciascuna delle quali è fiancheggiata da due cappelline per i confessionali.
Completavano la struttura due cappelle laterali di adito per entrare e uscire dalla chiesa.
Oltre al tronco inferiore del pilastro con l’effige miracolosa, anche la piccola sagrestia, il campanile e il presbiterio con l’abside, dove, secondo la tradizione, avvenne la prima apparizione furono le parti conservate (e tutt’ora presenti) della prima costruzione.

Un ultimo intervento ampliativo si è avuto nel 1882: con l’aggiunta delle due navate laterali ai fianchi della preesistente navata centrale e di una maggiore, in senso trasversale, dietro l’altare maggiore il Santuario ha assunto la struttura che oggi possiamo ammirare.
Il progetto dell’architetto Enrico Galbiati, oltre a essere in sintonia e armonia con la precedente struttura, si caratterizza per aver elaborato la facciata settentrionale (quella visibile dalla strada) in maniera molto più complessa della meridionale (quella da dove effetttivamente avviene l’ingresso nel Santuario); completano la bellezza di questo luogo il viale di accesso ombreggiato da ippocastani, la recente statua della Madonna dell’Accoglienza (opera dello scultore Eric Aman, di origine giordana) posta nel viale d’ingresso, dono di Don Gaetano Bovicelli (ritiratosi in pensione nel Santuario dal 2001) e la statua a Papa Giovanni XXIII.

Ad oggi, nel Santuario possiamo ammirare opere di Andrea Previtali, Gian Paolo Cavagna, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Carlo Ceresa, Giulio Quaglio, Antonio Cifrondi, Antonio Moscheni e Giovanni Battista Galizzi, fra gli altri. Inoltre l’interno è abbellito dalla decorazione a stucco di Giovanni Angelo Sala; un ambiente del Santuario custodisce numerosi ex voto.

La statua della Madonna dei Campi

Oltre all’immagine della Madonna con Bambino, dal XIX secolo nella cappella settentrionale destra nel Santuario c’è una statua che ricorda le prodigiose apparizioni del 1586: commissionata dal parroco don Sperandio Carminati allo scultore Luigi Carrara di Oltre il Colle, la statua a dimensioni naturali riproduce la Vergine, vestita di nero, sopra na nuvola e con un libretto nella mano sinistra alzare gli occhi al cielo. Ai suoi piedi, le piccole Bartolomea e Dorotea sono inginocchiate e in preghiera.
La posa della statua avvenne il 12 luglio 1868 e da allora la gente ritornò ad onorare la Madonna e il Santuatio visse un periodo di profonda vitalità: nel 1885-1886 venne registrato un movimento degli occhi della Madonna e numerose grazie e, in seguito alla richiesta di don Sperandio Carminati, la statua fu insignita della corona d’oro.

Festa dell’Apparizione al Santuario Madonna dei Campi

 

Ogni anno, il 12 luglio, Stezzano ricorda e celebra l’Apparizione della Vergine alle contadine Bartolomea e Dorotea: si tratta di una festa religiosa, preceduta da nove giorni di preghiera e di raccoglimento, con la processione della statua della Vergine dal centro del paese fino al Santuario.

Ecco un video per apprezzare da un’altra prospettiva il Santuario Madonna dei Campi


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