Tempo di Carnevale, tempo di Arlecchino

Arlecchino
Credit photo Fabrizio Sinopoli

Oggi piove e, senza dubbio, il Sentierone sarà un po’ triste: nell’ultimo weekend di Carnevale, così come il lunedì e il martedì grasso, il centro di Bergamo è sempre stato un allegro pullulare di mascherine e coriandoli, di bambini in festa e gioiosi al solo lancio di briciole di carta colorata.

Bergamo ha una ricca tradizione legata al Carnevale, soprattutto grazie alla maschera dell’Arlecchino, il furbo servo che, secondo la leggenda, pare sia vissuto nella frazione Oneta di San Giovanni Bianco.

Cogliete, prima o poi, l’occasione di farci un salto a Oneta di San Giovanni Bianco e date un’occhiata a quella che tutti considerano la casa di Arlecchino: non farete fatica a trovarla, trattandosi di un piccolo borgo con poche case, posta a qualche passo prima della Via Mercatorum che unisce la contrada con il Cornello del Tasso.

In una casa quattrocentesca, in passato fortificata e poi divenuta un’abitazione signorile (con tanto di portali a tutto sesto e finestre archiacute in pietra lavorata che si aprono sulla facciata principale), pare abbia lavorato a servizio della potente famiglia Grataroli un servitore molto scaltro e opportunista, come del resto per necessità diventa chiunque svolge lavori umili e anche faticosi.

Nel tempo, diversi servitori, portati per la recitazione e in particolare per quella comica, hanno estremizzato il  carattere di Arlecchino in rappresentazioni burlesche prima dando vita così alla figura dell’Arlecchino, maschera carnevalesca la cui fama varca di certo i confini orobici, arrivando anche alle corti di Francia e Spagna.

Non senza polemiche, nei giorni scorsi è stato installato il più grande Arlecchino al mondo, all’ingresso della Valle Brembana (nella rotatoria a Villa D’Almè): con i suoi 3.4 metri di altezza (più il basamento di 1.6 metri) per 18 tonnellate di peso, la statua in marmo bianco di Carrara e Arabescato Orobico accoglie i visitatori e ricorda a noi tutti un aspetto della nostra tradizione e cultura, la sagace maschera di Arlecchino, fatta di vizi (molti) e virtù che riflettono il variegato temperamento umano.

Con il suo vestito variopinto e il suo carattere sempre sorprendente, l’Arlecchino richiama a noi tutti i ricordi d’infanzia, quelli fatti della semplicità di un vestito a quadretti con mille colori e tante battaglie di coriandoli: fra i numerosi batman e fatine, quell’arlecchino bambino che non manca mai nelle sfilate di Carnevale strappa sempre un sorriso, con la sua semplice, ma quanto mai efficace maschera.

Buon Carnevale a voi tutti!

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