Ubiale Clanezzo, ponte sulla storia

Per chi è diretto a mete con quota elevata della Valle Brembana, Ubiale Clanezzo, uno dei primi paesi della Valle, scorre velocemente dal finestrino.
In realtà, di cose da vedere a Ubiale Clanezzo ce ne sono e una sosta qui non può che rendere più interessante la nostra scoperta della Valle.

Ubiale Clanezzo, due frazioni, un comune

Sul viadotto che ci porta a Zogno, la seconda uscita ci porta a Ubiale Clanezzo, un paese di circa 1300 abitanti che oggi è composto dalle frazioni di Ubiale e Clanezzo.
Seguendo le indicazioni stradali (molto chiare, peraltro), ci troviamo sul versante destro del Brembo e, strada facendo, possiamo rimirare “da dietro le quinte” la trafficata statale 470.
Dopo pochi kilometri, ci troviamo nel cuore di Ubiale dove possiamo posteggiare l’auto (nei pressi della Chiesa parrocchiale ci sono alcuni posti).
La parrocchiale, del XVIII secolo, è dedicata a San Bartolomeo e San Bernardino e custodisce anche un’opera di Vincenzo Angelo Orelli.
Incamminandoci verso Clanezzo, percorriamo la provinciale 23, strada senza marciapiede, ma fortunatamente con scarso traffico locale.

Clanezzo, una bella pagina di storia

Dopo aver percorso circa 3 km (passando nella frazione di Bondo), ci troviamo nel territorio di Clanezzo, capace di stupire per i numerosi punti di interesse storico che ci offre.
Arrivati alle spalle della Chiesa parrocchiale, dedicata a San Gottardo (XVII secolo, con opere della scuola del Ceresa), sulla sinistra troviamo una scalinata in discesa (al Porto). Imbocchiamola e arriveremo a una costruzione denominata appunto il Porto, di cruciale importanza fino agli inizi del Novecento per trarre a riva il legname che veniva fatto fluttuare dall’alta Valle. In passato, poi, qui il Brembo aveva un’aspetto decisamente diverso da quello attuale e sembra ci fosse un’attività di traghettamento fra la due sponde.
Oggi possiamo passare all’altra riva passando sul ponte sospeso Passerella (circa 75 metri), costruita nel 1878 su disegno di Vincenzo Beltrami, arrivando praticamente sotto il polo commerciale della Brember Valley.

Ponte_ubiale_clanezzoTornando sui nostri passi, potremo poi arrivare al ponte di età romanica (pare fosse stato costruito attorno all’anno Mille), chiamato “di Attone” dal nome del committente (il conte di Lecco Attone di Guiberto), e all’adiacente dogana dove un funzionario riscuoteva i dazi doganali (anche al Porto c’era la riscossione dei tributi).
Infine, finendo il percorso ad anello, ci ritroviamo nei pressi del locale che oggi è sede di numerosi banchetti e ricevimenti, sorto la’ dove un tempo sorgeva il Castello medioevale, ricostruito poi nel XVII secolo, dove efferati delitti si sono consumati durante le lotte fra guelfi e ghibellini.
Nella strada di ritorno all’auto, il paesaggio è molto caratteristico, con la frazione di Ubiale abbarbicata sulle montagne.

Cenni storici

Lo sapevate che a Ubiale e Clanezzo 200 milioni di anni fa si andava al mare? Beh, l’uomo non c’era ancora, ma i fossili sì e, infatti, in valle ne sono stati trovati molti; proprio da queste parti (a Buco di Costa Cavallina) sono stati trovati i primi resti di insediamenti umani in valle Brembana, circa 12.000 anni fa.
Al domino romano della zona, dopo un periodo di aspri conflitti fra guelfi e ghibellini, si è sostituita la dominazione della Serenissima.
La storia di Ubiale Clanezzo risente quindi moltissimo della posizione strategica dei due villaggi e, in particolare, della conformazione del Brembo che qui si allarga dopo le strette gole del corso.

Da Ubiale Clanezzo si può partire per interessanti escursioni sul Monte Ubione e, per concludere, vi lasciamo con un interessante link con foto d’epoca.
Per sapere le manifestazioni in programma, quest’altro link potrà esservi utile.

 

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